E' questo un volume della raccolta di leggi voluta da Francesco I° e che comprende la lagislazione da Giuseppe II°, a Leopoldo II° fino a Francesco I°. Di particolare interesse questo volume perchè nell'anno 1797, dalle pp. 258 a 472, comprende il Codice Civile Leopoldino per la Galizia. Il volume comprende il periodo da Febbraio 1792 a Febbraio 1796, e da Marzo 1797 a Febbraio 1798

Con la salita al trono di Leopoldo II nel 1790 fu nominata una nuova commissione con il compito di elaborare una codificazione civile, differentemente dalla commissione giuseppina, sciolta nel 1787, che aveva fallito le aspettative. Capo della commissione era Carl Anton Martini, che aveva fatto parte della commissione precedente presieduta dall’Horten, fatto che spiega la derivazione della nuova codificazione dai progetti della precedente. Il codice civile venne pubblicato in Galizia nel 1797.

Il Progetto Martini è per alcuni aspetti un codice moderno, per altri una raccolta settecentesca. Anzitutto si tratta di un codice che mira a sostituire e non integrare la precedente legislazione. A differenza del Landrecht prussiano il  Progetto Martini sostituisce le leggi provinciali e gli statuti cittadini e non è ad essi aggiuntivo, tranne se li richiama esplicitamente.

Per quanto riguarda le materie disciplinate nel Progetto esse sono suddivise in tre parti: 1) legislazione della famiglia; 2) diritti reali, successioni, obbligazioni, contratti; 3) tutte le norme che non rientrano in uno dei titoli precedenti.

E’ il primo codice con un campo specifico costituito dal diritto privato generale, ossia del diritto civile o borghese. Da questo sono escluse: a) le norme processuali; b) le norme penali e di procedura penale; c) le norme appartenenti al diritto pubblico. Altro elemento di modernità è, rispetto al Landrecht prussiano, l’unificazione del soggetto di diritto, la creazione del modello del suddito austriaco. Restano norme riguardanti la nobiltà o i contadini, ma hanno valore in quanto formano istituti di diritto speciale o disciplinano dei beni particolari, classificandoli al posto dei soggetti. 

Questi caratteri estremamente moderni, che lo avvicinano al Codice napoleonico, convivono con altri due del tutto retrivi: la presenza di espressioni vagamente filosofiche e la possibilità di eterointegrazione del codice. Riguardo la eterointegrazione con fonti esterne, essa è espressamente indicata dal Progetto che neanche delimita le fonti.

Entrambi questi caratteri hanno la loro sede nei paragrafi che aprono la parte prima del progetto sotto il titolo “ dei diritti e delle leggi in generale”, questi paragrafi saranno cancellati o modificati nel progetto del codice civile austriaco del 1811.